il freddo dei motori come le vene di mio padre

quando l’inglese e la mia mano cercavano l’uscita

e il sangue pensato correva la galera

in un vortice di raggi di belle sere

il diritto nel tempo che passa

s’incontra col ramo di marmo

e tutto bene se m’aumento la strada

l’indicibile Angela futuro dell’inglese

il pensiero senza la posizione

sale la finzione dell’ascensore

la pretesa nuda condizione della finitezza

esempio del colore pieno d’evoluzione

insopprimibile delicato canto corre

come strumenti della modifica inseriti

nella città perduta anzitempo

in un giorno che conviene ai cori

fragili svaniti dissetano i replicanti

nutriti dopo il temporale che non sa

e cavalcare le naviganti stelle contate

dello splendore del chiuso fuori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cancella il moduloInvia