Il vento dà le mani
alle foglie di settembre
dolcemente fra quei rami
si consuma un altro addio

mentre l’uva si prepara
per i tini di ottobre
io cerco di imparare
a memoria il nome dio

fiori rossi e crisantemi
su tombe sconosciute
ombre scure di parenti
in fila a ricordare

persone che in vita
sono state un po’ scordate
novembre è l’occasione
per farsi perdonare

la neve scende piano
nell’inverno freddo e scuro
mi consuma le speranze
e le serra dentro al buio

le colline appesantite
nell’aria di gennaio
dormono in silenzio
sotto lastre di ghiacciai

passeggiano nella mente
queste nuvole così grigie
non mi fanno più vedere
la bellezza della gente

mentre io mi nascondo
dentro tutte queste sere
con gli occhi un po’ bagnati
per potere ancora bere

una dopo l’altra vanno le stagioni
quella più sincera mi dona le emozioni

la primavera bussa forte
e si scioglie già la neve
mentre i fiumi addormentati
si risvegliano col sole

vedo rondini tornare fanno
il cerchio al campanile
mi donano l’amore
che ritrovo in quest’aprile

con il sole dentro gli occhi
non vedo più le notti
c’è la luce alla finestra
che posa nella stanza
ora tutto sembra chiaro
non ho più la faccia stanca
la vita è meno amara
se l’anima è più bianca

una dopo l’altra vanno le stagioni
quella più sincera mi dona le emozioni

giorni al sole sulla spiaggia
ad attendere tramonti
mentre vola la mia rabbia
nell’azzurro sopra i monti

ami sciolti sulle rive
reti scure sulla sabbia
pescatori d’ombre chiare
fra le onde in mezzo al mare

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