ho quasi finito obbligandomi come
una luce di ombra seduta non passa
ho quasi intravisto la stella di Giove
soffocando l’idea nella terra di fossa

ho allungato le mani della tua strada
fiorivano come le corse d’aprile
mentre negli occhi saliva rugiada
si calpestavano regni e sogni in cortile

ho quasi capito l’altura di vita
un misto di fuoco fra il cuore e le dita
ho quasi pregato incline al dovere
come fossi una morte e spada al piacere

intanto l’amore passeggia sul mare
scritture e soldati come tracce di pene
l’alalunga decide se farsi pescare
se lasciare l’odore come attori di scene

ho quasi paura e nascondo la voce
nei bicchieri di gas che vanno lontano
ho quasi un racconto lento e veloce
la storia che perde non stringe la mano

un piatto di grano nel dente feroce
come chi dice che sogna la luce
un filo di sguardo arriva in ritardo
come chi dice ho narici di luce

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