Lungo il sospetto è nudo il corpo

sudati margini labili e pace sia

sia in me il ritorno incerto

Stracci che allungano l’idea

verso il passaggio remoto di un ostacolo

che ricama stagioni di finestre distanti

negli inverni caldi del secolo

e pace sia in me nel lugubre braccio

misuro a gocce il dolore che salta

e fisso l’assenza nell’altra casa

e guardo…

riconto danni mai composti

vinco e strappo la pace in me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cancella il moduloInvia