squarcio di gola

sangue che scorre

nella mano del cuore degli occhi

la voce scende

la foto silenziosa mista

fuoco di rosa triangola

il tempo raccolto

elegante la guerra ad ostacoli

uccidere il giro di macerie brune

coralli di morte

abituata a sedersi

come un percorso

fra lo spigolo e il ballo

nelle puttane d’argilla

nei secoli d’avorio

ieri che zoppica la nave

ferma nelle ginocchia

il cibo del signore ritorna

colmo di stagioni

senza accorgersi

del debole volto di maggio

vergini capelli e neve

da proporzione di mani

come la carne fredda

sicura teme il riposo

che femmine

dentro la bocca di specchio

gridano lo scampo

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