mi guardano il sorriso del primo piano

la via illusa dell’amore perde quota

e la cecità delle pietre stanche

governano il pavimento

accorgendosi di me la natura imperfetta

stagna il dolore fresco di madre

l’immagine della vita

al terzo giorno piange le carezze

esplode la fronte e il sudore manca

come ritagli di voci di malasorte

L’angolo di Dio perde freddo che scende

strascicante di vite

accantona il giorno come

dal piede alla voglia d’uccidere

Osservare le mani dei contadini

uscire dal mese che pagano

e fragilissime unioni estreme affittate

sgorgano di sangue millenario

dolcissima violenza

Non fossi stato un nome prestato

sarei vapore di pioggia ferita

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cancella il moduloInvia