mi piacciono i sorrisi dei passanti
a spasso con gli ombrelli di novembre
scoprirsi fra le rughe buoni amanti
nelle tasche solo rose di settembre

mi affascina il mistero del racconto
del tempo dentro gli occhi di un bambino
vedere alle mie spalle un bel tramonto
lucente lama vecchia di un rubino

mi addolcisce il frugare dei clochards
negli avanzi dell’altrui o altre vite
col sapore e con l’odore dei pochards
a sognare quelle vite mai subite

mi addormento nell’eterno gocciolare
fra dubbi e le incertezze dei domani
chiedermi chissà se forse è il mare
a bagnare così tanto le mie mani

poi ritorno alle panchine dei giardini
a guardare i vecchi d’una volta
che dal freddo si mettono vicini
mentre invidio l’ignoranza così colta

mi tormenta la danza dei minuti
lancette che segnano il passato
siamo gocce sparse negli imbuti
niente e nulla c’è stato mai dovuto

ho paura del tempo senza voce
senza età e per niente rispettoso
sembra lento ma è sempre più veloce
poco dolce sovente più noioso

me ne accorgo nel sonno delle lune
con il corpo sotto le coperte
quando il viso è stanco di lacune
e le vie sempre più deserte

mi spaventa la distanza dei pianeti
l’apogeo d’una sfera non umana
la meccanica del corpo e le pareti
abbattute per questa “terra-nana”

siam perfetti per quello che serviamo
in quanto eroi e uomini per caso
ma si muore e non ce ne accorgiamo
fra le braccia di un Dio generoso

2

Il Sonno delle Lune

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