La commessa viaggia i vestiti blu

e sorride nell’azzurro opaco della voce,

misura le scarpe ad un probabile amore

e se le chiedi conosci l’estate

corre a spiare le mie camicie

e lei,

la sera d’aprile caldo,

sveglia i sorrisi e li mette al sicuro

in una scatola di scarpe assenti

come a rassicurare la presenza

nell’incerto dormire stanco

Conosce la musica che ritorna sulla ferita

forse la tocca, forse la evita

ma resiste

e senza accorgersi ricorda

qualcosa che cambia lentamente

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