dimenticavo maggio fra il sapore e l’idea

e nel cortile vecchio della mia scarpa

un cielo di fiori spostava le mie vesti

lontano il mare in un passo di campo

quando il grano si metteva a mio agio

la eco lontana sputava qualcosa

contava il cielo senza rumore

ma nelle terrazze le mamme prestate

indossavano l’acqua per ridarmi il respiro

Appena in tempo nel ritardo dei miei occhi

la voce dei soldi mi pagava il silenzio

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